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giovedì 15 dicembre 2011

Tra le righe

Premessa:
Tutti sappiamo cosa sono le metafore, tutti sappiamo che servono a spiegare un concetto, a volte semplice, a volte complesso, altre volte semplicemente uno o piu' concetti. Le metafore servono ad erudire.
Leggere tra le righe dei fatti.
Ho letto gli ultimi articoli di Grillo, come sempre mi piacciono. Contengono un messaggio, soprattutto contengono un messaggio così come lo scriverebbero gli italiani medi, quindi anche come lo scriverei io, però nemmeno il buon Grillo è ancora riuscito ad esprimere un vero giudizio, frutto di un esame "a freddo" di quanto sta accadendo oggi in Italia, soprattutto di quanto sta accadendo politicamente ed economicamente.
Negli ultimi tre anni e mezzo lo pseudo-governo fannullone Berlusconi IV ci ha propinato un mucchio di fandonie a nastro (direbbero a Roma). Una dietro l'altra, ogni giorno, sistematicamente ad ogni TG, mattina, pomeriggio, sera. "La crisi per l'Italia è ormai alle spalle, il nostro sistema bancario è sano". "L'Italia non perderà la sua tripla A, il nostro sistema economico è saldo e solvente".
Che l'Italia sia un paese "solvente" non ci sono dubbi, abbiamo scorte e riserve, proprietà etc. che possono garantire la solvibilità del debito, ma quel che manca, come tutti sappiamo è la liquidità.
Appena scoppiò la bomba dei mutui negli Stati Uniti, e prese il largo il grande Tsunami finanziario che pian piano iniziò ad investire l'intero Globo, in Italia, i banchieri amici (ed alcuni soci) di Silvio, sapevano cosa stava per succedere. Lo stesso Grillo lo va ripetendo dal 2009 "Sta per succedere un casino etc. etc.", il governo Berlusconi, eletto a suon di slogan populisti e poco credibili, il governo della lotta alle tasse, il governo dei tagli al sistema, il governo amico della crescita e della ricchezza, non poteva iniziare a studiare una serie di manovre finanziarie che l'avrebbero elevato al rango di "traditore degli elettori" e quindi impopolare. Questo perchè i vari governi Berlusconi sono sempre stati in campagna elettorale, anche durante l'esercizio delle loro funzioni istituzionali. Le dimissioni di Berlusconi, l'incarico a Monti, la grande manovra impopolare che sta taglieggiando lo stivale sono frutto di un accordo sottobanco, tra Berlusconi (che appoggia il governo ma non si esprime da un punto di vista politico, per non perdere voti), il PD, Napolitano e la casta dei banchieri. Semplicemente Silvio sapeva che sarebbe stato necessario un bel giro di vite, ma non aveva le palle per farlo, sapendo che avrebbe perso la metà dei consensi subito e il rimanente durante la fine del mandato, per poi prepararsi ad un grande tonfo alle prossime elezioni politiche.
Ipocrisia ex-istituzionale
Non piu' tardi di qualche settimana fa, un pirla di leghista, capo gruppo al Senato, criticò apertamente le fazioni opposte per la "caciara" (o cagnara, per dirla alla milanese) ostruzionista messa in piedi durante una riunione in aula. Criticando apertamente questa condotta rimarcò che "l'Italia era sotto osservazione dei Mercati, quindi non ci si poteva mostrare così litigiosi".
Ieri in Senato la Lega ha inscenato uno dei tanti teatrini, ormai vecchi e noiosi, riscoprendo l'ostruzionismo teatrale in stile "sciopero anni 70", tirando fuori quello che realmente sono. L'ennesimo gruppo politico che vuole incollarsi alle poltrone, e se riescono a salire al governo, fanno un po' di cazzetti loro come hanno fatto tutti prima di loro. Di fatti, la loro opposizione al governo Monti è semplicemente una scelta elettorale, per non uscire con le ossa rotte alla tornata del 2013. Bossi, Calderoli e compagni, sono l'espressione piu' rozza dell'ignoranza italica. Non resta che la secessione, "un bel Bossi/Calderoli/Cota" su qualche isola sperduta nell'Atlantico, con un nuovo parlamento padano...
Conclusioni impopolari
Io sono nato nel 1972, quindi gli anni di piombo mi hanno solo sfiorato, qualche spauracchio negli anni 80 ma nulla di piu'.
Quel che desidero ardentemente, alle volte, è che ritorni la lotta armata e che stavolta sia piu' feroce e precisa.
Ma sono solo desideri estemporanei, forse dettati dalla rabbia e dall'impotenza.

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